utenti connessi Lucio Occorsio - Le Paologie comportamentali

UN INVITO A RIFLETTERE.

 

 

          Vorrei richiamare la vostra attenzione su una questione molto importante:  “l’abbandono dei cani”.

          Ogni anno, con l’approssimarsi dell’estate parte la campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei cani.

          Stampa, radio e televisione dispensano in quantità massicce, informazioni su leggi, sanzioni, norme di tutela animali, sul codice della strada, sul cane in viaggio, su pensioni, associazioni ed alberghi che accolgono animali, numeri utili e siti Internet da consultare prima di partire, ma soprattutto ci bombardano con immagini agghiaccianti di cani abbandonati.

           Cari mass media è troppo tardi !!!!!!!!!

Pensate veramente che i cani vengano abbandonati solo in estate?

E’ vero che gli infiniti “divieti di accesso per cani” (anche se condotti al guinzaglio e con museruola) a spiagge pubbliche e attrezzate, alberghi, campeggi e ristoranti, le difficoltà che i mezzi di trasporto pubblico creano negli spostamenti e, infine, l’egoistico desiderio di vacanza con una buona dose di crudeltà ed inciviltà, alimentano il fenomeno degli abbandoni estivi ma è vero anche, che essi rappresentano solo 1/3  di quelli annuali.

D’altronde non è possibile dimenticare che esistono pensioni per cani e comunque anche alberghi e campeggi che li accettano e che in molti casi il fitto di un appartamento riesce a risolvere il problema.

I motivi, infatti, veramente responsabili degli abbandoni sono ben altri, anche se pur  sempre affiancati da una spiccata crudeltà.

            I cari mass media (TV), che di questi tempi trasmettono programmi con l’intento di favorire le adozioni di cani abbandonati, invece, non se ne preoccupano.

           Non si chiedono il perché di tutti questi abbandoni.    IL PERCHE’.

Ho letto tempo fa su una rivista che 1 cane su 4 viene abbandonato, sottoposto ad eutanasia o nel migliore dei casi affidato a nuovi proprietari (si spera più attenti) entro i primi 5 anni di vita e che per la maggior parte di queste tristi vicende la causa è l’insorgere di problemi comportamentali capaci di rendere difficile e talvolta impossibile la convivenza con il proprio cane.

Tali ricerche sono state condotte in Gran Bretagna ed i dati registrati sono dunque quelli rappresentativi della vita di un Paese che vanta la maggior diffusione di coscienza zoofila e la più avanzata cultura cinofila.

Figurarsi se tale statistica fosse stata fatta in Italia.

Sono dunque, proprio i problemi comportamentali i maggiori responsabili di così tanti abbandoni?

E’ innegabile che difficoltà come i bisogni in casa, il lamentarsi ed il grattare porte quando lasciati soli, l’aggressività verso persone e/o altri animali rendano impossibile, anzi inimmaginabile un qualsiasi soggiorno in albergo o altra struttura turistica e che difficoltà più gravi come l’aggressività del cane verso il suo proprietario possano rendere impossibile anche la vita di tutti i giorni all’interno delle mura domestiche e tra le strade della propria città.

          Ma se tutto ciò è vero, e lo è, mi domando:  non sarebbe più utile e costruttiva una campagna di sensibilizzazione 12 mesi all’anno (non più quindi, concentrata solo nei mesi estivi) e soprattutto col primario obiettivo di favorire la crescita della coscienza cinofila del nostro Paese?  Il raggiungere tale obiettivo consentirebbe, indirettamente, una drastica riduzione degli abbandoni, grazie ad un rapporto cane-padrone più sano ed equilibrato e quindi biunivocamente più felice, oltre che, più in generale, una migliore convivenza nella città di proprietari di cani, cani e non-amanti degli animali.

Far crescere “la coscienza cinofila” vuol dire far comprendere alla gente quale impegno comporta prendere un cane, che questi non è un oggetto né tanto meno un giocattolo per i propri figli, che la decisione di aumentare il proprio nucleo familiare, acquistando o adottando un cane da un canile, deve essere una scelta consapevole della responsabilità che ci si deve assumere nei confronti del nuovo arrivato; una responsabilità in tutto e per tutto uguale a quella che la nascita di un figlio comporta.

D’altronde riflettiamo insieme:

un bimbo deve essere vaccinato?  E non deve esserlo anche un cane?

E’ giusto sottoporre un bimbo a visite mediche di controllo?  E non lo è forse anche per un cane?

           Come un bimbo deve essere seguito ed accudito amorevolmente ogni giorno ed aiutato ad affrontare in modo positivo le situazioni e i problemi che gli si presentano, così  anche un cane deve essere seguito nella sua crescita ed aiutato ad inserirsi adeguatamente nella famiglia che lo accoglie.

 E’ anch’egli difficile da educare e con precise esigenze di spazio, gioco, tempo e cure.

            Non può essere relegato 14 ore in casa, magari legato, perché quando mai gli dovessero girare le balle gli si potrebbe mai dare torto?

            A coloro che, arrivati a questo punto,  staranno  pensando:  - “è ovvio che  un  educatore faccia questi discorsi, tenta di portare acqua al suo mulino ….” –  vorrei dire, e con questo concludo, che se penso, dico e scrivo queste cose è per un semplice motivo, non vorrei mai più sentire frasi come: “questo è l’ultimo tentativo che faccio per il mio cane. Così com’è non lo posso né tenere né dare a qualcuno. Se non migliorerà sarò costretto ad addormentarlo”.   PERCHE’????

Lucio Occorsio